Drown

domenica, 07 maggio 2006

Red Hot Chili Peppers – “Stadium Arcadium”

 

Le trentotto tracce composte per il nuovo album dei Red Hot Chili Peppers, attivi da oltre venti anni nonostante l’eterno aspetto da scanzonati surfisti, inizialmente dovevano essere distribuite in tre album da pubblicare a sei mesi di distanza l’uno dall’altro. Dopo avere rinunciato al rischioso progetto preferendogli un più convenzionale doppio album ed eliminando dieci tracce dalla scaletta definitiva, quale può essere un primo bilancio di noi ascoltatori? Il ritorno nel 1998 del redivivo chitarrista John Frusciante, sprofondato per buona parte degli anni novanta nel baratro della droga, ha indubbiamente comportato una provvidenziale boccata d’ossigeno per i Peppers: il successo di vendite riscosso da Californication (1999) ha eclissato persino il loro bestseller del 1991 Blood Sugar Sex Magik, entrato nell’empireo del rock grazie a singoli quali Give It Away e la ballata strappalacrime Under The Bridge. Il nuovo Stadium Arcadium, uscito a quattro anni di distanza dall’anonimo By The Way, ha il passo di una raccolta antologica per via dei tipici alti e bassi che si incontrano quando si è alla ricerca di un’impossibile quadratura del cerchio. Il primo singolo Dani California ci restituisce una band tanto matura a livello tecnico quanto povera di nuove idee. La produzione di Rick Rubin, artefice dei loro maggiori successi commerciali, ha col passare degli anni sempre più “sterilizzato” la dirompente eccentricità funky di Kiedis & Soci, addomesticandola e riducendola ad una mera caricatura di quelli che erano i vecchi Peppers. Il funambolico bassista Flea continua ad imperversare in alcuni brani (Torture Me, Warlocks e So Much I) ma è la chitarra di Frusciante a condurre i giochi: nei momenti hard-rock (Readymade) e in quelli marcatamente funky. La voce di Kiedis, poco affidabile dal vivo, grazie ai miracoli della sala d’incisione e alle felici armonie vocali fornitegli da Frusciante risulta accettabile. Sarebbe tuttavia bastato un pizzico di umiltà in più, e la metà dei brani inclusi in Stadium Arcadium, per consentire agevolmente ai Red Hot Chili Peppers la realizzazione di un buon lavoro.


scritto da: drown alle ore maggio 07, 2006 12:53 | link | commenti
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