Mika – “Life In Cartoon Motion”
Una volta si diceva che le bugie avessero le gambe corte. Bene, se il vecchio adagio popolare è ancora attendibile siamo obbligati a constatare che i giornalisti musicali anglosassoni sono quelli con gli arti inferiori meno sviluppati. Il “pacco” Mika è infatti l’ennesima bufala mediatica, su questo non ci sono dubbi; eppure la novità è che stavolta il clamoroso abbaglio non è figlio di qualche oscura rivista musicale avvezza a spararle grosse ma del prestigioso quotidiano The Independent e della blasonata BBC inglese. Un singolo di buon successo – Grace Kelly – non basta a giustificare paragoni a dir poco fuori luogo: no, non siamo di fronte alla reincarnazione di Freddie Mercury e i passabili testi del ventitreenne Mika Penniman sono brillanti ed allusivi come uno sketch del Bagaglino. Grazie a Mika si evince con chiarezza quello che la discografia odierna vuole: epigoni anche in veste solista degli Scissor Sisters di I Don’t Feel Like Dancing, capaci di intrattenere il pubblico con canzonette “gaie” e inconsistenti come bolle di sapone. Fa quasi tenerezza immaginare in che modo il povero Mika – giovane libanese approdato a Londra con la speranza di “farcela” come Liza Minnelli cantava in New York, New York – nella migliore delle ipotesi verrà spremuto e abbandonato a se stesso nel giro di un paio di album. Le magniloquenti orchestrazioni sinfoniche di Any Other World ed Happy Ending, così come la disco scialba di Relax, Take It Easy, confermano tutti i nostri timori; Life In Cartoon Motion strizza l’occhio all’ascoltatore ricorrendo al peggio di ogni genere e troppo zucchero, si sa, rende indigesto perfino il pop di cartapesta offertoci da Mika.
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